Lo so, la avevo annunciata, ma la fatidica festa di nozze del 5 luglio non ci sarà.
Volete sapere perché? Perché Milano è una città ingenerosa, avida, chiusa, vecchia e non sa più divertirsi. Ecco perché.
Volevamo affittare il tendone della Piccola Scuola di Circo, quello in piazzale Baiamonti, un po’ fané e sgarrupato, ma poetico. Senonché per una annosa questione col Comune di Milano possono star lì fino al 30 giugno. Dopo? Dovrebbero traslocare in un’area già concordata, ma per farlo il Comune dovrebbe dar loro dei soldi (Figurati) e quindi per ora non possono far nulla, pena casini e cause.
Così ci siamo detti: beh ripieghiamo. Così ci siamo messi a cercare un posto con giardino dove poter ballare e far suonare una banda, sennò che festa è?
Andiamo al Seminatore, il vivaio, che è carino, disponibile ma dopo un’ora che stai fra decine di piante ben allineate che ti guardano dai vasi che fai? Insomma, non c’era atmosfera.
Così proviamo col Quattrocento che se la tira un bel po’ a leggere il sito. Sulla carta è perfetto: giardino, pista da ballo all’aperto, bei locali all’interno. Ma una volta scopriamo che:
- La domenica sera non sanno se ci possono dare tutto il locale.
- Non possiamo portarci la nostra banda perché loro hanno già la loro musica.
- La pista non è fatta per ballare ma per starci seduti.
- E comunque fuori la musica deve smettere al 22,30 sennò si dà fastidio ai vicini (notare, siamo fra le profonde frasche del sud milanese)-
- Morale, si può ballare e mangiare solo al chiuso.
- Li abbiamo mandati a cagare.
Fallito il terzo tentativo, abbiamo provato col Bar Bianco che sta nel bel mezzo del Parco Sempione, ha il bar a piano terra e una discoteca piccola al primo. Sulla carta era perfetto, ma sentite cosa ci hanno risposto:
- <La domenica sera manco dipinti ve lo afittiamo perché dovreste darci così tanti soldi di mancato incasso che quando vi dico la cifra girate i tacchi e ci maledite>.
- <Potremmo affittarvi solo il primo piano e solo lunedì sera. Il bar lo devo tenere libero, sa, per gli altri clienti>. E noi chi saremmo? Dei portoghesi imbucati?
- <Minchia siete solo 70? Eh ma noi qui facciamo incassi che 70 persone sono un bruscolo in un occhio>.
- <Va bè, se proprio proprio insistete facciamo per così poca gente, beveraggi e il resto compreso, 120 euro a testa, va. Mettiamo due tavoli, un buffet e siete a posto>. Notare che <beveraggi e il resto> non era meglio specificato. Ho fatto due conti: ci sarebbe costato 8400 euro per stare stretti e confinati.
- Scopro che se vai lì a ballare in una serata normale non ti fanno pagare l’ingresso ma solo la consumazione: 7 euro. La cosa significa che per incassare 8400 euro in una sera devono passare di lì, e pagare, 1200 persone quando ce ne staranno si e no 60 per volta. Morale: ci avevano preso per polli.
Abbiamo mandato a cagare anche questi e deciso di rimandare la festa a quando il circo saprà di che destino, o morte, deve morire o vivere.
Intanto faremo una sbevazzata dopo la cerimonia nei giardini pubblici di fronte al Palazzo dove ci sposiamo. Tanto alle 10 del mattino mica ti puoi mettere a tavola.
La morale è: Vivi a Milano? Vuoi sposarti a Milano? Vuoi fare una fiesta?
TIE’